ALL'OMBRA vis artis non vilis aqua sed vinum

ABBOMINEVOLI ABBINAMENTI

venerdì, novembre 28, 2008

COMPRENDERE


Per ben sopravvivere è necessario ben comprendere le azioni e le emozioni degli altri. Ma come si può fare tutto ciò? Si pensava che fossero i percorsi conoscitivi: l’osservazione dell’espressione, del movimento del corpo, il linguaggio gestuale. Addirittura esistono manuali di comportamento: come sedurre un uomo od una donna, come ottenere un lavoro, come avere prebende, e tutto basato su insegnamenti atti ad avere i giusti atteggiamenti e posizioni per arrivare al proprio scopo. Poi arrivò Giacomo Rizzolatti, professore all’Università di Parma. Non siamo osservatori passivi ma attivi, attivissimi! Dopo studi su animali arrivarono gli studi sugli uomini. Non sono le azioni simulate che leggiamo negli altri, ma le vediamo direttamente nel nostro cerebro! Insomma il buon Prof. Lazzaratti ha scoperto l’esistenza delle cellule a specchio. Dopo essere stati registrati i comportamenti degli altri si attivano nel nostro cervello rappresentazioni motorie o emotive che corrispondono a ciò che abbiamo visto. Capiamo quindi perché in noi una esperienza che già conosciamo si riaffaccia consentendoci di capire l’altra persona: possiamo quindi predire le sue intenzioni. Cosicchè questo “specchio” stravolge la concezione dell’”IO”, non interno a sé stante bensì una relazione continua con gli altri. Tant’è che ora si fa risalire ad una lesione genetica o congenita delle cellule a specchio per spiegare la sindrome dell’autismo che riguarda bambini incapaci di relazionarsi con gli altri. Ancora una volta scappa fuori il Darwin e l’evoluzione! Anche questa scoperta porta al concetto di adattamento, adattamento ad una società sempre più umana. In una società che vuole abolire le panchine, luogo privilegiato dell’osservazione, cosa si deve pensare? Viva le panchine, abbasso le poltrone! Con gli amici, guardandoci negli occhi, facciamo un brindisi. Un omaggio a Parma, un bottiglione di Lambrusco, speriamo piaccia al Prof.
Per una volta…. Prosit Pronobis!

LOMBRICUS TERRESTRIS


Il sole della terra! Spossati da una corsa, abbracciati all’amante, rilassati a meditare, osservare le nuvole, parlare ed ascoltare. Sempre distesi su un prato soffice, tra alberi e cespugli, tra canti di uccellini e paesaggi mai domi… Cos’è che rende così morbido questo stupendo giaciglio? Chi per noi ha lavorato indefessamente a rendere così morbido questa accogliente di terra dolce giaciglio?
I lombrichi! Da milioni di anni questi lavoratori altruisti nel corso di millenni hanno voltato e rivoltato tutta la superficie terrestre. Ingeriscono la terra, triturano i fastidiosi sassolini, con le foglie, che sanno riconoscere, fasciano i loro cunicoli. Incessantemente. Sono dotati di capacità mentali, intelligenti come serpenti e più delle api e delle mosche. Non vedono e non sentono, hanno però un buon tatto e sentono il calore. E affondano città e pietre nella loro attività inarrestabile: invisibili eppure sempre al lavoro… A chi dobbiamo questa mole di studi così approfonditi? La sua prima opera: Sulla struttura e distribuzione dei banchi di corallo delle isole madreperlacee. 1842.
L’ultima: La formazione del terriccio vegetale per l’azione dei lombrichi, con osservazioni sui loro costumi. 1881. Ed il cerchio si chiude. Stiamo parlando del gigante Charles Darwin! Dedicò gli ultimi anni della sua vita allo studio di questi vermi. A 73 anni trasformò una stanza della sua dimora in un allevamento di lombrichi per meglio osservarli. Questo libro, che all’epoca ebbe un successo straordinario, si apre con questa frase:” La massima de minibus lex non curat non si applica alla scienza”. Si dice che in tarda età si convertisse agli antichi studi ecclesiastici, forse proprio per questo! Brindiamo al grande Charles con una pinta di birra scura! Prosit Pronobis

mercoledì, novembre 12, 2008


Il filosofo spagnolo George Santayana ha affermato che la supestizione è la confusione di un ideale con il potere, è credere che qualunque idea debba essere fondata su qualcosa che c'è già. L'unica vera fonte di ideali morali è l'immaginazione umana. Cioè gli esseri umani dovrebbero pensare a tutti quegli ideali, storici, filosofici, morali, religiosi come creazioni umane. La filosofia e la teologia tentano di metterci in contatto con qualcosa di più grande di noi. Ma l'essere aperti ad un cambiamento dottrinale è l'unico modo per evitare gli errori del fondamentalismo. La difficoltà di formare proprie esperienze emotive e di vita ci porta in una società in cui tutto è incentrato sull'individuo. Quali margini di felicità queste società possono lasciare ai propri membri? Prendersi cura dei "devianti" protegge la società, protegge i devianti. Esemplare il caso della psichiatria. Prendersi cura con farmaci specifici solamentedelle gravi sindromi degli individui affetti da schizofrenia, anoressia nervosa e depressione. Altri casi di infelicità esulano dal campo delle malattie mentali e quindi vengono affrontate a partire dal senso di identità e dalla natura essenzialmente relazionale del nostro essere.

Recentemente è stato effettuato un esperimento.Una volta, ma forse ancora adesso da qualche parte,si usava instaurare un coma insulinico nei casi di schizofrenia. Queste dosi massicce di insulina, tra l'altro, provocavano crisi epilettiche. Si pensava che fossero salutari per il cervello del malcapitato: chiodo scaccia chiodo.
Da questo esperimento è risultato che i pazienti miglioravano, ma non per l'epilessia indotta, il sonno profondo simile al coma in cui cadeva il paziente, anche per 100 giorni (!). Semplicemente era la dedizione e speranza che medici ed infermieri dedicavano al malcapitato ad avere la meglio! Coccoliamoci, amicicarimiei! Riempiamo i bicchieri del vino dei Castelli Romani.Cerletti lo beveva di sicuro, magari qualche volta l'avrà offerto ai suoi pazienti, io non credo!
L'idea di usare l'elettroschoc su pazienti afflitti da turbe mentali gli venne vedendo in un mattatoio romano l'uso di scariche elettriche sui MAIALI ad uso anestesizzante prima di ucciderli...